Chi sbaglia più occasioni: la classifica che nessuno guarda
Tiri, occasioni create e conversione: i tre numeri che contano.
Il primo dato da guardare non è quello che finisce nei titoli, ma quello che si ripete. Una prestazione isolata dice poco; una tendenza che tiene per cinque o sei appuntamenti comincia a dire qualcosa.
La differenza fra chi regge e chi crolla, quasi sempre, non è tecnica: è organizzativa. Programmazione, gestione dei carichi e continuità nello staff valgono più di un singolo colpo.
Per ora restano più domande che risposte, e va benissimo così: significa che c’è ancora qualcosa da capire.